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Giugno 2016. La luce in fondo al tunnel

 

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Tenuamente, con taglio un po' caravaggesco, si intravede un barlume di luce in fondo al tortuoso tunnel attraversato dalle vicende del Vigorelli negli ultimi anni. Questo è almeno ciò che si è percepito lo scorso 2 giugno, all'ennesima riapertura nella storia dell'impianto, evento voluto dal Comune di Milano per mostrare il grosso del lavoro di restauro eseguito sulla pista. Abbiamo voluto attendere che passasse la frenesia delle giornate elettorali, per tornare a fare il punto sulla situazione attuale del Vigorelli e sul futuro che ci auspichiamo arrivi il più presto possibile.

Certo, la pista deve ancora essere ultimata e i piccoli difetti da correggere non sono pochi, alcuni dei quali hanno già trovato rimedio nelle ultime giornate. Ci si attende l’ultimazione del lavoro a regola d'arte e su questo non mancheremo di vigilare mentre prosegue l'attività del cantiere, perché ormai l'attesa è alta, le richieste ci giungono con cadenza quotidiana, e si diventa esigenti, com'è giusto che sia per la pista più famosa della storia del ciclismo.

Però, oltre ad aver potuto osservare da vicino l'intervento di ripristino finora eseguito, ci ha fatto piacere soprattutto tornare a pedalare su una pista che, non fosse stato per il Comitato Velodromo Vigorelli, oggi non esisterebbe più. Ci ha fatto piacere portare tanti ciclisti così diversi per rimettere le ruote sul legno: ex-campioni, professionisti, amatori, dilettanti, nuove leve dello scatto fisso, di ogni età, sesso ed estrazione. Tutti riuniti dalla passione per la bici e il rispetto per questo tempio del ciclismo, a sfrecciare lungo il rettilineo e a salire, fin su in alto, sulle curve, a saggiare la pendenza della parabolica.

Abbiamo voluto regalare questa anteprima a chi in questi anni ha sostenuto la lotta per la riapertura del Vigorelli, e per questo ci ha fatto piacere che l’Assessorato allo Sport del Comune di Milano abbia chiesto specificatamente a noi di reclutare i pistard per questa occasione, invitando pubblicamente il Comitato a strutturarsi per farsi parte attiva nella vita futura dell’impianto e usando parole di apprezzamento per il ruolo collaborativo e propositivo avuto in questi mesi, dopo le inevitabili tensioni per aver impedito lo smantellamento della pista. Siamo certi che i nostri sforzi non siano stati vani, e ce lo ribadisce questa autorevolezza ormai riconosciuta da tutti.

Abbiamo provato una certa soddisfazione nel sentire le parole dell’Assessora Bisconti: contenta di aver cambiato idea e affascinata dal rumore dello scorrimento delle bici sul legno. La stessa soddisfazione che si respirava nel pubblico presente, davanti a campioni come Marino Vigna e Guido Bontempi e protagonisti della pista come Sante Gaiardoni e Mary Cressari, che hanno risposto entusiasti all'invito dal Comitato (che non ha mancato di ricordare anche due amici scomparsi come Vanni Pettenella e Renzo Zanazzi).

Perché tutto ciò ci convince, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, che non ci fosse sviluppo migliore che il restauro dell’impianto e il ripristino di questa pista magica, che bene abbiamo fatto a difendere questa pista fino a chiederne il vincolo, che siamo stati convincenti nelle nostre ragioni, seppur privi di qualsivoglia supporto "istituzionale" (fatto salvo per il FAI e il Museo del Ghisallo).

Lo dimostrano, tutto sommato, anche le note meno liete, come l'atteggiamento di chi ha scelto di defilarsi da tale evento, di chi cavalca ora il Vigorelli dopo averci sputato sopra fino a l’altro ieri, di chi dopo che il Comitato Velodromo Vigorelli ha fatto il lavoro sporco oggi brama di prenderne il controllo, di chi per mettersi in luce cerca di spargere ombra denigrando il lavoro altrui, di chi con mirabile talento riesce contemporaneamente a rientrare in tutte queste categorie.
Siamo rallegrati nel constatare come in tanti abbiano cambiato idea negli ultimi anni, ma aspettiamo che alle dichiarazioni di svolta seguano fatti precisi, e segua soprattutto la valorizzazione delle forze che hanno spinto il Vigorelli sin qui.

Questa lunga storia, tuttaltro che conclusa, ha dimostrato infatti come il ciclismo di base sia la vera forza motrice del ciclismo a Milano e del salvataggio del Vigorelli. Un primo risultato che, come ha riconosciuto proprio Marino Vigna, si deve a quel movimento dal basso, non istituzionale, che per molti anni ha lottato per la riapertura della pista e il recupero della grande tradizione ciclistica milanese. Quello stesso movimenti per il quale una leggenda del Vigorelli come Sante Gaiardoni vorrebbe l'Ambrogino d'Oro. Un tessuto ciclistico fatto di atleti, appassionati, artigiani, produttori, associazioni sportive, competizioni in strada e allenamenti in velodromo... tutte anime che si sono raccolte nel Comitato Velodromo Vigorelli.

Riteniamo che il Vigorelli debba rinascere a partire di questa forza, rendendola protagonista in quella "casa del ciclismo milanese" che abbiamo sempre invocato, perché un luogo dal così forte valore simbolico come il Vigorelli deve divenire un punto di riferimento per tutto il ciclismo a 360°.

Questo è quanto vogliamo portare alla nuova giunta della città di Milano, con cui siamo disponibili a incontrarci sin da subito nella speranza di proseguire quel clima di collaborazione e comunanza di intenti che ha caratterizzato il Vigorelli negli ultimi mesi. Da oggi partiamo con due gradi sfide.

La prima è quella di far vivere il Vigorelli ogni giorno e non solo in occasione di pochi eventi, facendolo diventare un vero "hub ciclistico" (e progettandone già la manutenzione ordinaria grazie anche alla disponibilità del legno del neonato "Bosco Vigorelli" in Val di Fiemme), senza scordare l’imprescindibile multidisciplinarietà garantita dagli altri sport che vivono l'impianto, con una gestione dinamica e moderna in linea con i tempi ed il panorama attuali.

La seconda è una strada che speriamo venga aperta da questa esperienza: la necessità di recuperare il grande patrimonio dei velodromi in Italia, decine di impianti, chiusi o a rischio di chiusura, che invece potrebbero costituire una formidabile opportunità per la promozione della cultura ciclistica, e per i quali la vicenda del Vigorelli potrebbe fare da esempio. Una vicenda che sta mostrando le tante difficoltà del nostro ciclismo, ma soprattutto le sue ancora più grandi potenzialità.



Milano, giugno 2016

 

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Foto di Emanuele Barbaro, Angelo Giangregorio, Viz Photo, Tornanti.cc (grazie a tutti!).